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auguri e bontà PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Micheli   
Martedì 20 Dicembre 2011 00:00

A Segrate, nell'ultimo Consiglio Comunale dell'anno, si è parlato, finalmente, di cose buone. Il Consiglio ha approvato la gestione interna dei servizi sociali affidata per sette anni all'azienda comunale Segrate Servizi. Una scelta nella sostanza condivisibile, anche se abbiamo dovuto esprimere qualche severa riserva su alcuni dettagli: la presentazione un po' frettolosa di un argomento così importante (all'ultimo momento, senza alternative praticabili, praticamente una ratifica), la mancanza di un piano finanziario (la sostanza è che il Comune rimborsa i tutti i costi), la durata dell'affidamento (sette anni, non pochi per una decisione calata sul Consiglio senza alternative).

Come abbiamo detto: dettagli, di fronte a due aspetti che abbiamo sottolineato.

Solidarietà. Segrate, uno dei Comuni più ricchi d'Italia, deve essere in testa anche alla classifica dell'assistenza e quindi gli stanziamenti per i servizi sociali devono essere più che adeguati: è meglio rinunciare ad una festa di piazza che non essere in grado di aiutare una famiglia in difficoltà.

Volontariato. I servizi comunali, è scritto negli atti delle delibere, contano molto sulla collaborazione con le associazioni di volontariato. E' quindi un peccato che le più importanti associazioni del volontariato sociale continuino a segnalare l'esigenza di un maggior confronto, a chiedere di essere ascoltate di più.

E' un peccato, anche perchè il Comune fa molto per il volontariato: le sedi, l'albo comunale, molti patrocini, iniziative. Un po' d'ascolto in più non sarà difficile darlo a queste donne e questi uomini che donano così tanto alla nostra città come tempo, attenzione, cuore e anche soldi.

A loro, ai volontari, quindi, per primi, sia che si impegnino nella bocciofila che nelle parrocchie, che assistano i gatti randagi o diano lezioni d'italiano a bimbi stranieri, i nostri auguri per un Buon Natale ed un felice Anno Nuovo ed un grazie pieno di rispetto e ammirazione.

20 dicembre 2012

Gruppo Consigliare di Segrate Nostra
Paolo Micheli
Gianfranco Rosa

 
Contro il PDT* da un miliardo di euro - 1 PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Micheli   
Martedì 02 Agosto 2011 19:41

CONSIGLIO COMUNALE DI SEGRATE - gruppo consiliare SEGRATE NOSTRA

Segrate, 29 luglio 2011
Provincia di Milano
Dott. Emilio De Vita
Direttore del Settore Pianificazione e Programmazione delle infrastrutture

Ogg.: Sua comunicazione prot. gen. Provincia di Milano n. 0117156 del 14/06/2010 ad oggetto "Conferenza di Valutazione Conclusiva (VAS) del PGT. Comune di Segrate"

Egr Dott. De Vita,
con riferimento alla sua comunicazione in oggetto, le chiedo cortesente di chiarire alcuni aspetti della stessa.
Premetto che il CC di Segrate ha adottato lo scorso 15 luglio il PGT e che allo stesso è stata allegata la relazione conclusiva VAS datata 30.5.2011, che contiene, con amplissime controdeduzioni, la sua suddetta comunicazione.
Richiamo in primo luogo quanto lei ha scritto nella parte introduttiva della comunicazione e cioè che: "si evidenzia altresì l'importanza che anche nell'ambito del processo di VAS vengano complessivamente verificati gli obiettivi e i contenuti della proposta di piano rispetto al vigente PTCP della Provincia di Milano" e in secondo luogo il contenuto del punto 2 della sua comunicazione "Compattazione della forma urbana e contenimento del consumo di suolo".
In questo punto lei sottolinea, a mio avviso giustamente, che "La quantità delle trasformazioni urbanistiche previste dal PGT potrebbe rappresentare significativo elemento di criticità...". Immagino non le sia infatti sfuggito che con gli interventi previsti dal PGT su un territorio giù "consumato" per il 70% circa, considerato che parte del territorio residuo è in realtà occupato da specchi d'acqua (Idroscalo, cave), la residua parte che rimarebbe ancora effettivamente non urbanizzata si aggirerà in realtà intorno al 5%. Le allego a proposito una nostra ricostruzione che evidenzia, in tratteggio, i superstiti terreni agricoli (poche aree marginali) che il PGT "risparmia". Condivido anche le sue osservazioni rispetto alle aree di confine (TR1, TR2, TR3 e TR4) cui lei fa riferimento nell'ultimo paragrafo del punto2 , osservazioni che il PGT, come è stato adottato, ha, a mio avviso, completamente ignorato.
Sempre al punto 2 lei sottolinea come sia necessario verificare il rispetto dei parametri di consumo di suolo definiti dall'art. 84 delle NTA del PTCP.
Condivido pienamente anche quest'ultima sua osservazione. Tuttavia le faccio presente che il PGT di Segrate prevede un aumento di consumo di suolo che arriva al 5,48%. A tal fine, oltre ad utilizzare il coefficiente 1% della Tabella 3 allegata alle NTA ed al massimo coefficiente del 3% il meccanismo di premialità introdotto dal Titolo IV delle NTA del PTCP, il PGT di Segrate prevede anche l'utilizzo del coefficiente del 2% previsto dall'art. 85 delle NTA per i comuni che siano Centri di Rilevanza sovracomunali.
Per giustificare tale utilizzo, il PGT afferma in più punti (pag. 147 della Relazione al Documento di Piano, tav A17 "Verifica consumo di suolo) che il Comune di Segrate è riconosciuto dal PTCP come Centro di rilevanza sovracomunale.
Tuttavia la Tav. 1 del PTCP non indica Segrate come Centro di Rilevanza Sovracomunale ed anche la Relazione al PTCP non indica, alle pag. 192 e seguenti, il nostro comune tra i suddetti Centri.
Le domande cui le chiedo di rispondere e che avanzo in qualità di consigliere comunale, legittimato in funzione del ruolo ad acquisire tutti gli elementi necessari per la valutazione del procedimento di costruzione del PGT il cui iter è largamento avanzato, sono quindi le seguenti:
1. Quando lei ha espresso la sua valutazione in oggetto, si era accorto della attribuzione nel PGT di Segrate del coefficiente del 2% quale Centro di Rilevanza sovracomunale? In caso positivo, perchè non ne ha fatto cenno nella sua comunicazione in oggetto?
2. Quale è comunque oggi la sua opinione in merito a tale attribuzione?
In attesa di una sua cortese risposta, le porgo cordiali saluti. Se ritiene utile un incontro sono a sua disposizione.

Paolo Micheli
Capogruppo consiliare "Segrate Nostra"

* Piano di Distruzione del Territorio

 
Là dove c'era l'erba ora c'è... PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Italia   
Lunedì 04 Luglio 2011 13:14

Fra un paio di settimane, purtroppo, ci sono molte probabilità che lo sciagurato nuovo Piano di Governo del Territorio venga approvato dal Consiglio comunale capitanato da Adriano Alessandrini e dalla sua Giunta.
L'Assessore Zanoli, massimo sponsor di questo piano, nell'ultimo anno ci ha più volte raccontato che "programmare" oggi che alcuni pezzi del nostro territorio passino da aree agricole ad aree edificabili non vuol dire che questi terreni si ritrovino presto coperti da case, strade e parcheggi. L'esperienza, tuttavia, ci dice che così non è, e che una volta che è stato deciso che un terreno non è più agricolo su quel terreno nessuno più seminerà né raccoglierà alcunché.

Vecchia OlghiaSegrate Nostra, assieme a tutte le forze della minoranza, già da tempo si sta battendo perché questo PGT non venga approvato così come è stato ideato e continuerà a svolgere questo compito anche nel prossimo futuro.
Tuttavia, poiché secondo la legge di Murphy "se qualcosa può andar male, lo farà", mentre cerchiamo di far modificare il PGT vogliamo anche darci da fare perché rimanga traccia per le generazioni che verranno di tutte le belle cose di Segrate che probabilmente stiamo per perdere.
Per questo invitiamo tutti gli amici a raccogliere e ad inviarci foto degli angoli di Segrate che ancora resistono alla cementificazione così da poter confrontare queste immagini con quello che sarà il loro aspetto quando domani avverrà quello che oggi l'Assessore Zanoli nega.

Mandateci quindi i vostri contributi e noi li pubblicheremo sul web sperando che questo lavoro non sia solo "a futura memoria".

Ogni foto è ben accetta, con queste piccole regole:
- le immagini devono essere in formato JPG con dimensione massima 800x600 pixel
- le immagini devono essere di proprietà di chi le invia e non devono essere coperte da alcun genere di copyright
- chi invia le immagini acconsente implicitamente che le stesse vengano rese pubbliche sul sito di Segrate Nostra (o su un sito o un'area nel web collegata alla nostra associazione)
- le immagini non devono essere state scattate prima del mese di aprile 2010 (ovvero da quando si è insediata l'attuale Amministrazione comunale)
- le immagini devono essere corredate da una breve descrizione che comprenda il nome dell'autore, la data e il luogo preciso dello scatto; questi dati verranno pubblicati
- le immagini devono essere il più possibile aderenti alla realtà (lasciate stare le manipolazioni post-scatto: fra qualche anno ci piacerà ricordare la realtà com'era per davvero e non come avremmo voluto che fosse)
- Segrate Nostra si riserva il diritto di non pubblicare immagini non pertinenti con lo scopo di questa iniziativa.

Infine: non preoccupatevi di mandare immagini di luoghi già fotografati da altri o di ritornare negli stessi posti a documentare le trasformazioni che uomo e natura porteranno.
La documentazione, come la memoria, non è mai troppa.

Grazie a tutti quelli che vorranno collaborare: l'indirizzo a cui inviare il materiale è Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Marco Italia
Segrate Nostra

 
Prepariamoci - di Luca Mercalli PDF Stampa E-mail
Scritto da webmaster   
Giovedì 16 Giugno 2011 21:35

Dal libro:

PREPARIAMOCI a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza... e forse più felicità
di Luca Mercalli
Ed. Chiarelettere - Maggio 2011
14,00 €

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Caro Sindaco,

oggi abbiamo una Terra con sette miliardi di individui, dilaniati da disparità intollerabili, che con ogni loro bisogno e ogni loro scelta di consumo incidono sul clima, sull’acqua, sulla salute, sulla produzione di scorie e rifiuti di durata plurimillenaria, sulla disponibilità di cibo e materie prime, per se stessi e per tutte le generazioni future. Abbiamo una tecnologia che non è mai stata così potente, ma è un’arma a doppio taglio. Abbiamo un mondo estremamente complesso, ma pure fragile. Abbiamo un’economia basata su un’impossibile
crescita infinita, alla quale però obbediamo stoltamente come a una religione. Abbiamo religioni e ideologie antiche, totalmente inadeguate a gestire questo rapido cambiamento epocale.

Caro Sindaco, amministrare oggi è una responsabilità enorme, e sulle tue spalle grava non solo il giudizio dei tuoi elettori, non sempre informati, non sempre onesti, che vogliono solo risposte concrete per oggi, ma pure quello delle generazioni più giovani e di quelle ancora a venire, che ti condanneranno senza pietà o ti ringrazieranno per l’eternità, perché dalle tue scelte dipenderà il loro benessere.

Come per un grave malanno c’è un tempo nel quale la prevenzione ha ancora un senso prima che i sintomi divengano incurabili. Sei proprio tu, e solo tu quello che può ancora fare qualcosa. Adesso. Dopo sarà troppo tardi.

Allora prova a uscire dagli schemi, dal conformismo ideologico, dalle soluzioni semplificate, dalla comodità, dal piccolo o grande interesse, dall’ignoranza, dalla supponenza.

Prova a pensare a un progetto che parta dalle esigenze dei cittadini di oggi e di domani, coinvolga i centri di ricerca per trovare le soluzioni più razionali tramite la condivisione con le persone dei vari scenari possibili. Prova a immaginare città con aria più pulita, con più verde, con mezzi pubblici più efficienti, con più spazio per i piedi e le biciclette, con più risparmio energetico, con meno rifiuti, con meno automobili, con meno consumi superflui, ispirandoti a modelli virtuosi che stanno nascendo proprio nella nostra Europa.

Prova a ricreare i legami fisici e sociali tra città, territorio extraurbano e piccoli centri, fermando la cementificazione, promuovendo la diffusione equilibrata delle energie rinnovabili, i circuiti di produzione di cibo locale, la salvaguardia del paesaggio, la consapevolezza dei limiti.

Raccogli la sfida ecologica globale come punto di partenza per pensare il futuro con un progetto coraggioso che metta la ricchezza sociale prima della ricchezza economica, che pure potrà rigenerarsi con nuove produzioni ecocompatibili.
Oggi hai internet che ti permette di informarti più velocemente e più profondamente su ciò che accade nel mondo. Fai rete, circondati di una squadra competente in tanti settori: non potrai fare tutto da solo, è impossibile. Pensa al carattere di irreversibilità delle tue azioni: ogni grammo di CO2 in più nell’atmosfera, ogni metro quadrato di cemento in più e di suolo in meno, ogni capriccio al posto di una reale necessità avranno conseguenze anche gravi nel tempo e nello spazio.

Per favore, fai tanta manutenzione e poche inaugurazioni. Metti davanti a tutto la cura dei beni comuni, l’ambiente, la sanità, l’istruzione e la preparazione dei cittadini ad affrontare nuove scarsità: è l’unico modo per proteggere la società civile dalla trappola della barbarie, che sempre emerge quando la torta diventa più piccola.

Tanti auguri, siamo tutti con te, perché il sindaco amministra con i cittadini. Insieme ce la faremo.

 
Anche a segrate: si può fare! PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Micheli   
Mercoledì 15 Giugno 2011 17:45

I numeri sono questi.
Al referendum ieri a Segrate hanno votato quasi 14.000 segratesi. I SI del referendum n. 4 (legittimo impedimento) sono stati 12.860.
Nel 2010 il sindaco Adriano Alessandrini è stato eletto al primo turno grazie a 10.844 voti. I voti raccolti da tutti gli altri candidati sindaci insieme sono stati 8550.
Sono numeri chiarissimi e dicono che Segrate è sempre meno roccaforte inespugnabile del berlusconismo.
Il Sindaco, che ha approfittato della tornata elettorale per una bella vacanza in Sardegna, al ritorno trova una opposizione molto più convinta delle proprie possibilità, perché i segratesi hanno dimostrato come mai nel recente passato attenzione ai contenuti e alle proposte ed anche un bel po' di voglia di cambiare.
Una iniezione di entusiasmo quindi per la minoranza nel momento più opportuno: è iniziato il percorso per la discussione del PGT che, se verrà approvato come vorrebbe il centrodestra, porterà alla definitiva scomparsa del poco verde che è rimasto nella nostra Segrate: Golfo Agricolo, l'area di fronte a S.Felice, i prati verso Vimodrone, persino il poco verde agricolo rimasto a Novegro e Redecesio, tutto è destinato a diventare edificabile e urbanizzabile.
Il tempo del subire è finito. Si apre una nuova stagione in cui tutto sembra possibile.

14 giugno 2011
Paolo Micheli - Segrate Nostra

 
Referendum 12 e 13 giugno 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Italia   
Lunedì 06 Giugno 2011 21:09

REFERENDUM: INVITO AL VOTO

Come è noto, il 12 ed il 13 di giugno siamo chiamati ad esprimere la nostra opinione su quattro referendum: due (scheda rossa e scheda gialla) riguardano l'acqua pubblica, il terzo (scheda grigia) riguarda il nucleare ed il quarto (scheda verde chiaro) riguarda il legittimo impedimento.

Segrate Nostra invita tutti gli amici ed i simpatizzanti ad andare a votare, ed a votare "sì" a tutti i quattro quesiti affinché le norme cui fanno riferimento vengano abrogate.
In particolare è importante votare "sì" ai due quesiti sull'acqua pubblica, coerentemente col fatto che Segrate Nostra nello scorso anno è stata in prima fila nella nostra città nella raccolta delle firme per questi due referendum.

Il primo quesito - dal titolo "Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione" (scheda rossa) - ha come principale finalità quella di fermare la "privatizzazione" dell'acqua. Riguarda una normativa che stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l'affidamento a soggetti privati attraverso gara o l'affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all'interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40% (quota destinata a salire fino al 70% entro il 2015 se le società miste sono collocate in Borsa). Abrogare questa norma in sostanza significa contrastare l'accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici.

Il secondo quesito
- dal titolo "Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma" – si pone come scopo di togliere i profitti dalla gestione e dalla distribuzione dell'acqua pubblica. La parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini una quota  di remunerazione del capitale investito senza un collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio. Se viene abrogata la norma cui fa riferimento il referendum, si elimina il "cavallo di Troia" che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici e si impedisce di fare profitti sull'acqua.

Ricapitolando: questi due referendum chiedono che vengano abrogate quelle norme che impongono la presenza dei privati nella gestione dell'acqua e degli acquedotti e che aprono la strada alla logica del profitto in un campo dove l'unico interesse dovrebbe essere quello del miglior servizio al cittadino al prezzo più basso possibile.

Andiamo quindi a votare "sì" ed informiamo tutti dell'importanza di questo voto, perché sia raggiunto il quorum e queste norme vengano abrogate.

Marco Italia - Segretario di Segrate Nostra

 
Approvata la mozione per la Consulta dello sport PDF Stampa E-mail
Scritto da webmaster   
Giovedì 02 Giugno 2011 18:30

Martedì sera il Consiglio Comunale ha approvato la mozione di Segrate Nostra che chiede l'istituzione della Consulta dello Sport.
Questa approvazione è il primo passo per un percorso condiviso che farà il bene di tutto il mondo dello sport segratese.
Soddisfatti del risultato ottenuto, vi copiamo l'intervento con cui Paolo Micheli, capogruppo consiliare di Segrate Nostra, ha presentato la mozione.

Gentili colleghi,
come ricorderete, questo argomento ha una storia di oltre tre mesi. Una prima mozione è stata presentata il 21 febbraio scorso, a firma Micheli, Radaelli e Rosa. Era all'ordine del giorno del Consiglio comunale del 28 marzo ma l'ho ritirata in quanto, a giudizio della segretaria, non era tecnicamente a posto perchè mancava della proposta di regolamento applicativo.
Adesso vi viene proposta con una bozza di regolamento. Ricordo che la votazione di stasera aprirà questo percorso: passaggio della bozza di regolamento alla commissione consiliare che lo esaminerà e sicuramente lo perfezionerà per riportarlo poi di nuovo alla nostra approvazione.

Sul voto a questa mozione porto due argomentazioni.

La prima: se andate in un motore di ricerca e scrivete “Consulta comunale dello sport”, trovate oltre 400.000 voci. Io l'ho fatto e ho guardato le prime quattro pagine trovando tutta una serie di comuni, grandi, come Udine e Bari, o piccoli, dalla Sicilia al Trentino, di ogni colore politico, dove c'è una Consulta dello sport. Buone parte ha un regolamento, altre semplicemente sono convocate. In alcuni comuni, soprattutto in quelli più grossi, ne fanno parte un medico dell'Asl, un rappresentante del Coni. Ho trovato consulte che ci sono da vent'anni e ho trovato comuni che hanno approvato il regolamento pochi mesi fa. Tra i comuni vicini: Cernusco, San Donato, Carugate...

La seconda argomentazione, alla quale si accenna nella premessa della mozione: la Consulta che vi chiediamo di far nascere si affiancherà qui a Segrate ad altri organismi di consultazione che già esistono ed hanno dato, da quel che sappiamo, buona prova di se. Alcuni sono regolamentati, come la Commissione Mensa. Altri invece sono convocati e funzionano senza bisogno di alcun regolamento, come il “tavolo” dei dirigenti scolastici, l'incontro periodico dei responsabili degli asili nido, gli incontri con i presidenti delle associazioni di volontariato (quasi cento!) iscritte all'albo comunale.

Tutti questi organismi rispondono a un buon modo di amministrare che prevede l'informazione e il confronto con i cittadini. Può essere a volte un po' impegnativo, ma serve a prendere decisioni in un clima di trasparente partecipazione che può consentire di anticipare i problemi, anziché inseguirli.

Ma dimentichiamo pure queste due argomentazioni. Diciamo pure che se lo fanno altri comuni non è detto che Segrate debba farlo. Diciamo pure che se esistono qui a Segrate altri simili organismi di consultazione non è detto che occorra anche questo.

Diciamo invece che la Consulta dello sport a Segrate è una cosa opportuna, a prescindere.
E il motivo mi sembra evidente
. Aprendo un tavolo dove il comune da una parte si rende disponibile a confrontarsi con le associazioni sportive, a sentirle tutte insieme mentre dicono cosa si aspettano dal comune, immagino, per quanto riguarda strutture, spazi e occasioni per manifestazioni, da un'altra parte il comune riesce a mettersi più profondamente in contatto, può osservare, può chiedere. Per esempio chiedere e gestire collaborazioni con le scuole e con gli oratori. Per esempio chiedere che si lavori sempre meglio sulle qualità educative e formative degli istruttori sportivi. Che si faccia la formazione permanente degli educatori attraverso il cui lavoro passano, ricordiamolo, molti, moltissimi dei ragazzi e giovani di Segrate. Può chiedere un coordinamento per l'inserimento e il mantenimento nei corsi sportivi dei ragazzi problematici, cosa che certamente già avviene da anni, ma che sicuramente avviene meglio, molto meglio, in un tavolo di corresponsabilità.

Un'ultima cosa. Una buona parte degli organismi di consultazione che ho sopra richiamato hanno a Segrate una firma e un volto: quelli dell'assessore Guido Pedroni. Non penso che sia un caso. Penso che approvando questa mozione noi daremo una piccola spinta su un percorso che lui già ben conosce e sono sicuro quindi che la Consulta dello Sport a Segrate funzionerà benissimo.

Paolo Micheli
Capogruppo consiliare di Segrate Nostra

 
Salviamo il golfo agricolo! PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Micheli   
Venerdì 08 Aprile 2011 22:21

La petizione sostenuta da oltre 3000 firme che chiede di salvare il Golfo Agricolo sottraendo l'ultimo grande spazio verde di Segrate alla definitiva urbanizzazione del nostro territorio ha scalfito la compattezza della maggioranza. Al termine di due convulse riunioni del Consiglio Comunale sono stati solo 13 i consiglieri che hanno votato il NO alla petizione.
I NO ieri hanno prevalso, ma senza raggiungere la quota di sicurezza di 16 su 31. Decisiva (e incoraggiante) l'assenza "strategica" del gruppo consiliare della Lega Nord che sta esprimendo più di un distinguo dalle posizioni del PDL.
La battaglia ora continua: la prossima decisiva tappa sarà la discussione sul PGT dove tutto verrà deciso. Per questo la mobilitazione deve continuare e con maggior determinazione in quanto sembra davvero possibile cambiare il destino della nostra città.
Le forze in gioco sono enormi e la tensione della discussione in Consiglio ne è stata la conseguenza: momenti di grande confusione, un consigliere della minoranza espulso, le liste civiche (Segrate Nostra ed Insieme per Segrate) che hanno abbandonato la seduta per protesta.
La sostanza tuttavia è evidente: in Consiglio il PDL è rimasto solo nella determinazione di mettere cemento sul Golfo Agricolo, annunciando anzi di voler coprire il 33% e non il 10% del terreno come aveva indicato nel programma elettorale.
Il Golfo Agricolo si può davvero salvare!

8 aprile 2011
Segrate Nostra
www.segratenostra.org

 
Cemento straniero PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Micheli   
Martedì 05 Aprile 2011 17:09

L’intervento del capogruppo consiliare di Segrate Nostra, Paolo Micheli, pronunciato lunedì 4 aprile durante la discussione in consiglio comunale sulla petizione firmata da 3500 cittadini che chiedono di non costruire nel Golfo Agricolo.

Questa sera la maggioranza mi è apparsa molto meno coesa di quella che in campagna elettorale aveva posto come un preciso punto del programma elettorale la lottizzazione dell'ultima grande area verde di Segrate. Invece continua ad essere molto convinta e coerente la posizione della minoranza che in quest'ultimo anno ha fatto del salvataggio del Golfo Agricolo il punto principale, concreto e simbolico, della propria opposizione al disegno di sviluppo del territorio della maggioranza.

In effetti è evidente a tutti coloro che amano la nostra città che a Segrate sono già stati urbanizzati oltre tre quarti del territorio e arrivare a urbanizzarlo del tutto... non vogliamo dire che è criminale? Diciamo almeno che è una pessima idea: una volta che il territorio verde agricolo è finito, è finito per sempre, per noi e per le prossime generazioni.

Vorrei, oltre alle cose già note, segnalare due nuovi argomenti che possono a servire a convincere chi anche nella maggioranza comincia ad avere qualche dubbio.

Il primo: si può fermare il consumo del territorio, pur continuando a mantenere un buon rapporto con i cittadini che si aspettano strade in ordine, edifici pubblici moderni e servizi efficienti.
Domenica 3 aprile, la trasmissione Report su Rai3 ha nuovamente parlato della cosiddetta Rete dei comuni virtuosi, e in particolare di Cassinetta di Lugagnano un piccolo comune, meno di 2000 abitanti, in provincia di Milano, il cui sindaco, Domenico Finiguerra, è stato rieletto nonostante abbia riproposto nella propria campagna elettorale il preciso vincolo di non cedere al cemento nemmeno un metro quadrato in più del territorio comunale, rinunciando alle notevoli entrate di oneri di urbanizzazione. I cassinettesi sono evidentemente contenti di pagare un pochino di tasse in più e di fare qualche manifestazione in meno, ma hanno un bilancio che non finanzia le opere pubbliche e una bella parte della spesa corrente, come accade a Segrate, con gli oneri di urbanizzazione. Loro salvaguardano (e non soltanto loro, anche il sindaco Renzi di Firenze, per esempio) il verde che hanno, e ne hanno ancora tanto. Noi stiamo andando a urbanizzare il poco che resta.

Il secondo argomento.
Date un occhiata all'annuario statistico del Comune di Segrate, aggiornamento al 31.12.2010.
Si può notare una cosa curiosa sull'andamento della popolazione. Nel 2010 il numero degli abitanti ha toccato un nuovo record: 34.341. Il precedente record risaliva a ben 15 anni fa: nel 1996 quando si toccò quota 34.295. Poi ci fu una diminuzione con un minimo nel 2005: 33.531, ed ora una ripresa.
Ma il fatto ancor più curioso è che questo aumento non riguarda i residenti di nazionalità italiana. Anzi: raggiunto il massimo nel 1995, quando furono 33.121, gli italiani hanno continuato a diminuire e a fine 2010 erano 31.119, cioè circa 2000 in meno che nel 1995. Ovviamente sono aumentati gli stranieri, passati da 1174 nel 1995 agli attuali 3222.
Ora: che la popolazione straniera aumenti è abbastanza normale e sulla diminuzione di quella italiana si possono fare molte osservazioni. Ad esempio: la popolazione invecchia e quindi il numero di persone per unità abitativa diminuisce e così via.
Ma questo dato fa barcollare una tesi: che a Segrate, dove si è già costruito parecchio negli ultimi anni, pensiamo al primi lotti di Centro Parco, al Borgo Due di Rovagnasco, ai primi palazzi della Santa Monica, si sia stato necessario costruire perché i residenti segratesi avevano un urgente necessità di nuove case.

E allora perché si è costruito così intensamente? Non può essere sufficiente il recupero delle aree dismesse? Perché, di fronte ai cantieri quasi fermi, agli scheletri di palazzoni che deturpano la città si vuol già pensare a programmare una nuova definitiva urbanizzazione del territorio?

Vi sono almeno due risposte: salvare il bilancio comunale che ha bisogno degli oneri di urbanizzazione per stare in piedi e difendere gli interessi dei costruttori che evidentemente hanno trovato in questi ultimi anni nella maggioranza molti sostenitori forti e convincenti.

Paolo Micheli
Capogruppo consiliare di Segrate Nostra
www.segratenostra.org

 
Petizione: riportiamo la 924 in piazza Bottini PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Italia   
Lunedì 31 Gennaio 2011 09:02

Dallo scorso dicembre la piazza Bottini di Milano, dopo lunghi mesi di lavori, è quasi tornata alla normalità. I tram corrono sulle proprie rotaie, i taxi hanno i loro parcheggi e gli autobus dell'ATM si fermano ancora alle loro "storiche" fermate.

Tutti... tranne la 924, l'autobus che ogni giorno porta centinaia di persone da Segrate a Milano per studiare, lavorare e divertirsi.

La 924 infatti, croce e delizia dei Segratesi, ha mantenuto il proprio capolinea là dove era stata provvisoriamente collocato durante i lavori, ovvero nel parcheggio a ridosso del lato est della stazione FS di Lambrate, in cima alla via Rodano, senza pensilina, senza una decente illuminazione notturna, senza un riparo per la pioggia: una palina piantata su un marciapiede tra un enorme parcheggio ed un brutto muro.
Così, chi usa questo mezzo pubblico, una volta giunto a Milano è costretto a percorrere i malconci sottopassi della stazione per raggiungere la metropolitana con tanto di scale in salita e discesa. Se poi vuole tornare a Segrate in ore serali e notturne deve attendere l'autobus in un piazzale squallido e semibuio.

La direzione ATM ha fatto sapere che così è e così sarà, nonostante il disagio sia stato segnalato su qualche giornale e nonostante pare che si sia interessata della cosa anche l'Amministrazione Comunale di Segrate.
Possiamo fare qualcosa per migliorare la situazione? Segrate Nostra ci vuole provare! Iniziamo con una petizione da inviare all'ATM perché il vecchio capolinea sia ripristinato; quando avremo un numero di firme significativo cercheremo l'appoggio anche dell'Amministrazione Comunale perché le voci dei segratesi non vengano ignorate.
Stiamo pensando anche a volantinaggi sugli autobus e ad una bella "festa della 924", perché da sempre crediamo nei mezzi pubblici e vogliamo che siano comodi, puliti e frequenti. Dateci una mano, ora!

Questo è il testo della petizione:

I sottoscritti cittadini utilizzatori dell'autobus numero 924 che collega la città di Milano con la città di Segrate, chiedono all'Azienda Trasporti Milanesi che il capolinea di tale mezzo, essendo terminati i lavori di riqualificazione della piazza antistante la stazione FS di Milano Lambrate, venga riportato in piazza Bottini, ripristinando pertanto le condizioni precedenti alla situazione attuale che doveva avere carattere temporaneo e provvisorio.
Ciò in quanto l'ubicazione dell'attuale capolinea, sito nel parcheggio in cima alla via Rodano, appare del tutto inadeguata a offrire sicurezza e protezione dalle intemperie a chi attende l'arrivo dell'autobus, come pure rende difficilissimo alle persone portatrici di handicap il raggiungimento della vicina stazione della metropolitana di Lambrate.

Per firmare la petizione:  http://www.sign4rights.it/petizioni/Riportiamo-la-924-in-piazza-Bottini

30 gennaio 2011

Segrate Nostra

 
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