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Segrate Oggi - 8 luglio 2009 - n. 13 - pagina 3

POLITICA Dopo le elezioni ancora calma piatta, ma in attesa della prima mossa

Ora tutti i nodi vengono al pettine - sindaco e Pd ostaggi di se stessi

E' calma piatta per la politica segratese. In apparenza. Nella realtà, passate le elezioni, sono tutti in trepida attesa per le scelte politiche procrastinate e ormai non più rinviabili. La mossa spetta al sindaco, e i nomi non sono pochi. Primo fra tutti lo sganciamento del Pd dalla maggioranza. Lo chiedono da più parti: Pietro Ferrari, uno dei due coordinatori del Pdl locale, ha rinnovato la richiesta anche a nome della componente di An.

Soluzione quindi inevitabile (questione di tempo, dice Rindone) ma non facile, perché la maggioranza continua ad avere gli stessi problemi di sempre e non potendo contare sull'appoggio della Lega, dell'Udc e di alcuni consiglieri come Maggi e Colle, il rischio dello scivolone che mandi tutti a casa rimane. Ecco che si ipotizza allora un distacco del Pd per la campagna elettorale del prossimo anno, ma sotto sotto vigile: primo perché l'amico Adriano non cada in qualche imboscata e poi perché ci sono accordi programmatici già sanciti, tipo il golfo agricolo per esempio, che vanno oltre questa legislatura.

Non sembra avere grosse ambizioni il Pd che ha già lasciato intendere che correrà da solo, avrebbe anche individuato un giovane come candidato sindaco e il nome sempre più ricorrente sembra essere quello di Paolo Micheli.

Tornando alla maggioranza rimane sempre aperto il rimpasto in giunta. Ci sono da sostituire il vice Maerna che farà l'assessore in Provincia, Rindone all'ambiente, Del Giudice che dopo l'allontanamento da An non rappresenta più nessuno, Zinni della Lega che era ai servizi sociali, Armando Gozzini ai servizi demografici: assessorati questi che assieme ai lavori pubblici e di fatto allo sport sono detenuti saldamente nelle mani del sindaco. Poco si sa della posizione di Ruiu dopo gli attriti nell'Udc. Insomma c'è da rimpiazzare quasi tutta la squadra.

Come se non bastasse sembra che bisognerà scegliere anche il coordinatore cittadino, ruolo ricoperto oggi dal duo Pietro Ferrari, ex commissario di An, che dovrebbe fare il vicesindaco e Guido Pedroni, ex coordinatore di Fi, che rimarrebbe assessore e quindi se il controllato non può fare il controllore, a partito nuovo, cooordinatore nuovo. Ma chi?

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