home sulla stampa dai giornali 20100310 - Segrate in Folio
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A tu per tu con Paolo Micheli, candidato sindaco della coalizione formata dalle liste civiche “Segrate nostra” e “Segrate verde”

Dovevi essere il leader della coalizione anti-Alessandrini. Invece siete in sette candidati contro uno, cosa è successo?
«Diciamo che ora puntiamo tutto sul ballottaggio. Chi di noi sette arriverà per primo avrà l’appoggio degli altri, sono certo. Il progetto era coraggioso e innovativo per la storia politica segratese.
Sono contento di averci provato e di essermi messo in gioco in prima persona. Una solida coalizione anti-Alessandrini avrebbe semplificato il confronto politico fin dal primo turno».


Segrate Nostra: lista sbandierata come il nuovo che avanza, poi ritroviamo esuli politici come Rosa. Esperienza al servizio dei giovani o vi servivano i voti di Redecesio?
«L’esperienza di Gianfranco Rosa ci è utilissima, come lo è quella di Biagio Latino, capolista di Segrate Verde. Gli altri candidati sono per il 90 per cento persone che, pur lontano dalla politica, si sono sempre occupate della città. Non siamo degli sprovveduti, ma una squadra animata da un grande entusiasmo, determinata, allegra e soprattutto competente».

I tuoi rapporti col Pd sono compromessi del tutto? Con Aria Nuova e Segrate Domani come vanno le cose?
«I miei rapporti personali con molti esponenti del Pd erano e sono rimasti ottimi. Soprattutto tra i giovani ci sono degli amici che stimo tantissimo come stimo Liliana Radaelli. Con Aria Nuova e Segrate Domani c’è grande rispetto e una totale sintonia sui programmi e sulla visione della città. Se però la domanda è: c’è il Pd nel mio futuro, la mia risposta è no».

Alessandrini si sente circondato: “Tutti contro di me”, ha detto. La vostra campagna elettorale è incentrata contro di lui o piuttosto è propositiva?
«Entrambe le cose. Le nostre idee sono la nostra unica forza. Per questo abbiamo lavorato per alcuni mesi al programma di governo, con un confronto aperto a tutti quanti hanno liberamente partecipato ai nostri incontri. Alessandrini è una corazzata politica sostenuta dai partiti tradizionali e da imprenditori interessati allo sfruttamento del territorio. Per ogni errore compiuto dalla sua amministrazione abbiamo controproposte serie e innovative».

Le prime tre cose che faresti se fossi eletto sindaco.
«Nominerò una giunta di soli segratesi, cosa che non è mai successa in 15 anni di centrodestra, composta per almeno metà da donne. Due: proclamerò un anno di solidarietà spostando tutte le risorse destinate a feste e spettacoli verso il sostegno alle famiglie in difficoltà e a iniziative per giovani e anziani. Tre: voglio migliorare la qualità della vita, sensibilizzando i segratesi sulla qualità dell’aria che respirano, promuovendo la conferenza per la realizzazione della Metrotranvia sulla Cassanese».

Il Web può aiutare una lista come la vostra che non può contare su grossi finanziamenti per stampare manifesti e fare pubblicità?
«Il problema dei finanziamenti è importante per una lista civica come la nostra che praticamente si autofinanzia. La rete ci aiuta moltissimo: su Facebook Segrate Nostra ha più di 500 amici e anche i nostri siti www.paolomichelisindaco.it, www.segratenostra.org e www.segrateverde.it contano molte visite ogni giorno. Ma gli elettori di Segrate sono oltre 26mila e per raggiungerli tutti occorrono anche mezzi tradizionali».

Dove pensate di “pescare” i vostri voti: dagli scontenti del Pd o da quelli del Pdl?
«Segrate Verde è erede della tradizione ecologista che in città nel passato ha avuto ottimi risultati elettorali grazie all’importante lavoro di Latino e Carpinelli. Segrate Nostra è sicuramente più trasversale: i suoi candidati hanno contribuito e contribuiscono tutti alla crescita di Segrate in modi diversi nel volontariato, nelle parrocchie, nella cultura».

Hai lanciato l’appello: recuperiamo mille voti. A che quota siete arrivati?
«Ho fatto due conti sulla base dei risultati delle Europee del 2009. Alessandrini ha un margine del 2,5 per cento, quasi mille voti, su 26mila votanti. Se perde il sostegno di questi mille voti andremo al ballottaggio e poi si vedrà. Secondo i miei calcoli siamo arrivati a 999. Manca ancora un voto, quello del lettore del Folio che adesso mi sta giudicando, per portare Alessandrini al ballottaggio o per lo meno per evitare che possa dire che le sue scelte programmatiche hanno il sostegno della maggioranza dei segratesi».

Scorrendo la lista di Segrate Nostra noto che siete ben rappresentati a Mi 2, Villaggio, Segrate Centro e Redecesio. Come pensate di recuperare consensi a San Felice e Novegro?
«Segrate Nostra annovera in lista un validissimo rappresentante di Novegro, il dottor Marinucci, e invito i novegrini a sostenerlo in massa. Per San Felice, come per tutti i quartieri, stiamo facendo delle campagne “personalizzate”, che dimostrano che conosciamo bene tutti i problemi, le necessità e le aspettative di tutti i quartieri».

Cosa salvi di Alessandrini?
«Alessandrini ha migliorato molti servizi comunali, avvicinandoli al livello che Segrate, una delle città più ricche d’Italia, merita. Ha un grande attivismo e qualche volta ha avuto il coraggio di scelte impopolari, come nella recentissima vicenda dei rom».

Cosa, invece, bocci?
«Quindici anni di amministrazione di centrodestra devastante per il territorio, che Alessandrini in prima persona ha firmato come consigliere di maggioranza, come assessore e come sindaco. Segrate, la patria del berlusconismo, in 15 anni di centrodestra non è riuscita a far realizzare 5 chilometri di tangenzialina per togliere il traffico di attraversamento dalla Cassanese. E in aggiunta la Brebremi scaricherà proprio qui a Segrate tutto il suo traffico verso Milano senza che anche in questo caso il sindaco si sia dimostrato incisivo nel difendere i diritti dei suoi cittadini. Dopo 15 anni così controproducenti, le prove di appello sono finite. Occorre cambiare».