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Uniti per salvare il Golfo Agricolo (e altro..) .
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TOPIC: Uniti per salvare il Golfo Agricolo (e altro..) .
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DENTRO SEGRATE
Uniti per salvare il Golfo Agricolo (e altro..) . 3 Mesi, 3 Settimane Karma: 0
Cari Amici di Segrate Nostra,

volevo sottoporre alla vostra attenzione alcune riflessioni che ho pubblicato sul mio blog (www.dentrosegrate.splinder.com/), e che trascrivo qui di seguito, perchè possono fornire alcuni spunti per le questioni di cui ci si sta oggi occupando, sperando poi di poterne discutere più ampiamente con voi nel corso dei prossimi incontri.

Saluti a tutti
Manuela Mongili

UNITI PER SALVARE IL GOLFO AGRICOLO (e altro..)

UNA PROPOSTA CONCRETA


Circa un anno fa su questo blog affrontavo il problema del Golfo Agricolo (articolo del 17/7/2009 – Bye Bye Golfo Agricolo; articolo del 5/11/2008 – Golfo Agricolo: il campo da golf con un nuovo grande quartiere intorno) e descrivevo il progetto che la corrente amministrazione comunale intendeva realizzare nell'area.


In sintesi, tale progetto prevedeva un campo da golf privato, che andava ad insistere su una porzione molto limitata dell'area, e poi insediamenti di natura residenziale per una volumetria pari a 851.200 metri cubi (vale a dire un numero di nuovi abitanti stimati pari a 8.512); cui si aggiungevano 42.000 mq di parcheggi, un centro commerciale, una struttura alberghiera; altre attività commerciali di vicinato; una scuola media primaria; una caserma dei Carabinieri..



L'Amministrazione intendeva pervenire alla approvazione definitiva di tale progetto attraverso l'abusato strumento del Piano Integrato di Intervento (il che significa, in poche parole, procedere alla consunzione del territorio a “toppe”, a pezzi, in mancanza di qualsiasi visione generale e senza un progetto complessivo), e a tale scopo venivano posti in essere i passi necessari e prodromici alla approvazione del relativo PII, dando avvio (con delibera di giunta 3/7/2008 n. 128) alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica(VAS).

A questo punto però i Segratesi letteralmente insorgevano per manifestare con forza il proprio dissenso, specialmente gli abitanti di Milano 2 (ricordo io stessa di avere partecipato ad una assemblea al Centro Civico di Milano2 organizzata dal Sindaco per proporre ed illustrare il progetto alla cittadinanza, in cui la sala era così piena che la gente strabordava addirittura nell'atrio centrale e in giardino), i quali chiedevano a gran voce che l'area -unica area verde ancora rimasta- venisse preservata a verde , e destinata all'utilizzo pubblico.

Queste forti resistenze hanno contribuito a rallentare i tempi, e fatto sta che -a differenza delle molte altre speculazioni edilizie portate a termine dagli Amministratori in carica- per quanto riguarda il Golfo Agricolo nulla è ancora perduto, e se i segratesi lo vogliono, con le prossime elezioni del 2010 hanno l'effettiva possibilità di salvaguardare l'area e preservarla al servizio della collettività.

COME?

Ritengo che alcune soluzioni proposte, come quella che siano i cittadini stessi ad acquistare il suolo, seppur all'apparenza suggestive, siano in concreto impercorribili, ed anche lavorare in tal senso rischia solo di creare false illusioni e fare perdere tempo.

Intanto, in primo luogo l'area è di proprietà privata, e il proprietario non è detto che intenda cederla; e in ogni caso, ove anche il proprietario fosse intenzionato a vendere, a quali condizioni lo farebbe? Chi fa il prezzo? Che prezzo i cittadini sarebbero disposti a sborsare? Ci sarebbero davvero cittadini disponibili in concreto ad imbracarsi in un'avventura di questo tipo? E quanti? E poniamo il caso che, a dispetto di tutto, i segratesi riuscissero nel loro intento di acquistare il suolo, cosa ne potrebbero fare un domani? Senza il consenso del Comune proprio nulla, perchè è il Comune a decidere sempre e comunque la destinazione delle aree che insistono sul proprio territorio e a dovere approvare eventuali progetti privati da realizzare sulle stesse; peraltro va anche detto che il Comune può disporre degli strumenti coercitivi (esproprio) per potersi riappropriare a costo zero dell'area ove dovesse rinvenire una qualche ragione di “pubblica utilità”..

In secondo luogo, oggi stanno nascendo diversi Comitati cittadini ed Associazioni che stanno facendo un ottimo lavoro sul territorio, e dimostrano, attraverso il loro entusiasmo, il loro operato capillare quartiere per quartiere e l'effettiva e approfondita conoscenza dei problemi della collettività, di avere davvero a cuore il futuro di Segrate ed anche -e soprattutto- di avere a cuore la salvaguardia del territorio, che è poi l'unica vera risorsa di cui i comuni dispongono (e che una volta venduta, o svenduta, non si rigenera più).

Ritengo però che, nonostante la buona volontà e anche le oggettive capacità di cui queste organizzazioni hanno dato prova fino ad ora, sia ingenuo pensare di potere delegare unicamente alle stesse la politica urbanistica di Segrate.

E questo perchè, sebbene io sia convinta che le scelte sostenute da tali organizzazioni sarebbero sempre a vantaggio dei cittadini, sono però anche convinta che nessuna di queste organizzazioni (non me ne vogliano) sarebbe realmente in grado, un domani, di avere la forza numerica necessaria, in consiglio comunale, per potere rendere concreta la politica che ha in animo di svolgere, e quindi non sarebbe in grado comunque di fornire ai cittadini alcuna effettiva garanzia.

Fatte queste premesse, credo che una soluzione percorribile comunque ci sia, e in questa direzione occorre lavorare uniti fin da subito.

La soluzione è quella resa possibile dalla nostra democrazia rappresentativa.

Se è vero che i segratesi non vogliono l'ennesima speculazione edilizia, e vogliono preservare il Golfo Agricolo -e le poche altre aree verdi ancora rimaste- come area verde al servizio della collettività e non del privato, allora occorre che si esprimano in tal senso con il proprio voto.

Ma perchè questo voto non vada disperso, e non si trasformi in un semplice voto di protesta, occorre che chi si propone domani di rappresentare la collettività abbia il senso di responsabilità e il realismo necessari per capire che occorre unirsi e non dividersi.

Occorre quindi prima di tutto, che tutte quelle forze che oggi sono contrarie alla speculazione edilizia sul Golfo Agricolo e che non aderiscono al progetto che il Sindaco e la attuale maggioranza hanno già cercato di portare avanti (e che certo domani riproporranno, magari con qualche variante sul numero di buche del campo da golf, o sul numero di parcheggi...) si vincolino, e vincolino i loro futuri rappresentanti, ad un programma concordato, scritto e sottoscritto, diverso e alternativo rispetto a quello del Sindaco e della attuale maggioranza.

Il primo passo quindi è quello di individuare un unico programma, che dica in modo chiaro basta alla speculazione edilizia sul territorio, e NO a nuove edificazioni sul Golfo Agricolo, e che si proponga invece l'obiettivo di valorizzare quell'area salvaguardando il verde e destinandolo al servizio della collettività .

(Poi in concreto i modi per valorizzare il Golfo Agricolo mantenendolo come spazio verde al servizio di tutti i Segratesi sono molti, e possono essere pensati con la partecipazione di tutti coloro che hanno delle idee e se ne vogliono occupare, anche con l'idea di inserire questo progetto nell'ambito di un più ampio progetto globale sul territorio -per intenderci il piano Generale del territorio, che è, tra l'altro, obbligatorio per legge e che a Segrate ancora non esiste-).

Il secondo passo è quello più difficile, per quanto sino ad ora ho potuto constatare, e prevede che tutte quelle forze preziose che oggi operano in modo disorganico sul territorio e che quindi disperdono le proprie energie senza riuscire ad essere realmente incisive (parlo di tutti i partiti che oggi stanno all'opposizione, PD compreso, ma anche dei Comitati cittadini e delle Associazioni che stanno nascendo), facciano uno sforzo comune nell'interesse dei cittadini, e superino le ambizioni peculiari, anche legittime, che ciascuno ha, per incontrarsi e trovare una convergenza su un unico programma chiaro, nei termini che ho indicato sopra, al quale occorre che i loro rappresentanti -che domani potrebbero essere eletti- si vincolino sin d'ora.

Così facendo è possibile proporre ai cittadini realmente una alternativa rispetto al progetto del Sindaco.

Operando così infatti si arriva non solo a costruire un programma diverso ed alternativo rispetto a quello del Sindaco (cosa importante ma di per sé insufficiente a dare garanzie), ma soprattutto, ove ad esso si vincolassero sia tutti i partiti che non condividono la politica dell'attuale amministrazione sia i comitati e le associazioni di vecchia e più recente formazione, si arriva ad avere, sempre che i cittadini lo vogliano davvero, anche la forza numerica necessaria per poterlo realizzare in concreto.

In mancanza di questo si avrà il consueto scenario.

Divide et impera, diceva Giulio Cesare.

Dividi i tuoi avversari e comanda dice anche, nei fatti, l'imperatore Adriano.
 
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Re:Uniti per salvare il Golfo Agricolo (e altro..) . 3 Mesi, 3 Settimane Karma: 2
Segrate Nostra, a riguardo di quanto è scritto nel lungo pezzo di Manuela Mongili, si è espressa in maniera chiarissima fin dalla prima riunione.
In tutti gli incontri, infatti, è emersa la necessità di pronunciare un "no" deciso a nuove costruzioni per almeno una legislatura ed un "sì" altrettanto deciso alla valorizzazione di tutte le aree verdi ed agricole ancora rimaste a Segrate.
Golfo agricolo in testa.
Credo quindi che questi saranno due tra i punti qualificanti del programma elettorale di Segrate Nostra e credo che essi debbano essere sottoscritti anche da chi vorrà stare con noi.
L'unico problema ora è dato da quanti progetti riuscirà ancora ad approvare l'attuale amministrazione comunale prima delle elezioni...
M.I.
 
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