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Caro Paolo, una domanda semplice ma fondamentale... la politica accoglierà Gesù Bambino?
Buon lavoro: una bella impresa, esaltante
Padre Renato Caprioli cmf
Grazie Renato per la tua provocazione.
La misera cronaca di questi giorni anche nelle piazze di Segrate ci racconta che la Croce viene brandita da alcuni contro ultimi e immigrati. A me viene in mente l'episodio riportato nel capitolo 11, versetti 2-11 del Vangelo di Matteo, quando Giovanni il Battista, già imprigionato, manda alcuni suoi discepoli da Gesù per chiedergli se è lui il Messia, o se occorrerà attenderne un altro. Gesù risponde in forma indiretta, dicendo di riportare al Battista "ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi son purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo". E quindi, a indicare che il Messia non è lui stesso, ma bensì le opere che che egli compie. E ciò evidentemente vale per chiunque oggi si dica cristiano, che quelle opere è chiamato a rinnovare conformando la propria vita a quella di Gesù (quante volte anche agli scout abbiamo ripetuto che il cristianesimo non è una dottrina ma una proposta di vita concreta!).
Con Segrate Nostra ci proponiamo innanzitutto di avvicinare tra loro le diverse realtà locali, coinvolgendo responsabilmente l'associazionismo, il volontariato, i mondi vitali, con il proposito di rafforzare la solidarietà e di ristabilire il primato dell'etica nelle relazioni. Ovviamente il cammino non sarà breve, perché innanzitutto è necessario che anche a Segrate si rinnovi la classe politica (non esistono "uomini per tutte le stagioni") ed emerga un gruppo di donne e uomini credibili e preparati, provvisti di entusiasmo e di coraggio. Insomma ci proponiamo di creare almeno a Segrate quello che Padre Bartolomeo Sorge su Aggiornamenti Sociali ha chiamato "un polo (o popolo) delle solidarietà", finalmente in grado di realizzare un'alternativa effettiva al populismo. Dunque con Segrate Nostra non vorremmo attrarre i militanti dei partiti che già operano nell'uno o nell'altro soggetto politico. Le differenti culture politiche alle quali i partiti si richiamano non devono andare disperse, e vogliamo ribadire la legittimità di tutti i cittadini - cattolici inclusi - di militare in qualsiasi partito. Ci proponiamo invece di alimentare il dialogo tra le diverse componenti sociali di Segrate, vigilando con attenzione così da cogliere eventuali nuovi fermenti (parrocchie, circoli, associazioni, comitati, etc). A noi qui preme soprattutto mostrare che una strada per uscire dalla palude esiste e che non c'è più tempo da perdere nel percorrerla.
Un abbraccio, Paolo Micheli
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